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FRESNO – S. FRANCISCO
GLI ULTIMI, EMOZIONANTI CHILOMETRI
Si conclude con questa tappa il raid – Percorso senza difficoltà la strada verso S. Francisco – I momenti più emozionanti
by Plipla

S. Francisco, Stati Uniti, ore 23.00 GTM -9 Pacifico

E’ negli ultimi chilometri che, di solito, le idee e le emozioni di un viaggio percorso on the road si affacciano nella mente. Si prova un po’ di nostalgia, un po’ di sollievo per la fine di un viaggio che tanto facile non era, un po’ di dispiacere per doversi lasciare alle spalle un piccolo periodo della propria vita vissuto in modo un po’ diverso. Sull’immenso Bay Bridge, il ponte che attraversa la baia di S. Francisco, avvolti dalle vetture e dagli sproporzionati SUV, viaggiamo in gruppetti di 5-6. Manca poco all’arrivo: lo skyline dei grattacieli della città californiana è fatto risaltare ancora di più dal sole che si sta per tuffare nel Pacifico. Un altro giorno sta per finire, nella mitica California. Un altro Raid – un po’ speciale – sta per concludersi.
La rampa di uscita dell’autostrada, che ci catapulta praticamente nel centro della città, è come un brusco ritorno alla realtà: stretta, ripida e chiusa fra le case, sembra veramente segnalare lo stacco dagli infiniti rettilinei e degli immensi spazi che fino a qualche giorno fa ci circondavano. E’ la fine della nostra avventura, lo sappiamo.
Non c’è tempo per pensare, per commentare. Anche al mattino, alla partenza di Fresno, nessuno parlava di questa tappa come l’ultima. C’ era la stessa tensione e “carica” dei giorni scorsi, seppure smorzata dal chilometraggio non eccessivo e dalle strade poco difficili. Fresno, dicevamo. Uno di quei nomi che, chissà come mai, rimangono appiccicati nel cervello, una città qualunque della California che, non appena si apriva una mappa di quella zona degli Stati Uniti, rimaneva subito impressa. Quel mattino l’abbiamo lasciata senza rimpianti. Senza dire niente abbiamo attraversato enormi piantagioni di cotone, fatto rifornimento nelle solite stazioni di servizio anonime. E’ l’America, questa. Sempre diversa, eppure così uguale. Anche quando, verso la fine della tappa, abbiamo attraversato un bosco dopo aver sfiorato quello che deve essere uno dei quartieri più belli di una cittadina vicino S.Francisco.
L’impatto  con la grande città voleva anche dire avere la possibilità di “viverla” ancora per qualche ora. Non da soli: il S. Francisco Motorcycle Club  (il secondo più vecchio al mondo, con i suo secolo di vita), ci ha accolto nella sua sede. E’ anche grazie a loro, e alla “Secret Society” di Jonathan, che abbiamo potuto realizzare tutto questo. La nostra avventura si conclude là dove era iniziata, nei pressi dell’Aeroporto. Nel preparare i mezzi per la spedizione, pensando a questi tredici giorni, non ci sembra di aver fatto niente di speciale. La nostalgia e i frammenti di sensazioni emergeranno, penso, tra qualche mese. Ma allora sarà già il tempo di pensare alla nostra prossima avventura.

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