|

Affrontata
con successo anche la tappa-giro di boa del Raid - Nello stesso giorno i
raiders sono stati in due posti tra i piu’ belli del mondo -
07/10/2004 Monument
Valley, Stati Uniti, ore 21.00 Gmt -9 Pacifico By Plipla
Mentre percorro gli
immensi rettilinei americani ho un pensiero ricorrente. Mi domando,
guardandomi attorno, perche’ non mi sento molto emozionato ad essere
negli Stati Uniti con la mia Vespa. La tappa di oggi mi ha fornito una
possibile risposta.
Penso che sarebbe troppo grande ed insopportabile per il mio cervello
assimilare tante emozioni in cosi’ poco tempo. Forse scatta allora un
meccanismo di protezione che mi rende un po’ insensibile. Ma nella tappa
di oggi tutto e’ stato di una bellezza imbarazzante, esagerata.
A nulla e’ servito questo meccanismo quando, insieme agli altri raiders
si sono trovati a percorrere uno sterrato nella Monument Valley. Per
tutti noi questo viaggio rappresenta qualcosa di particolare. Pochi
infatti erano preparati sotto il profilo psicologico a questa grande
avventura. Parlando con gli altri cerco di capire cosa rappresenti per
loro questo viaggio, ma non sono le parole ad esprimere la loro
soddisfazione. E’ guardandoli che si intuiscono le loro emozioni.
Siamo ormai al giro di boa del raid. Il punto di non ritorno, come lo
chiama Luca, oltre al quale si deve solo andare avanti e dove ogni
imprevisto verra’ pagato inesorabilmente con un ritardo sulla data di
rientro. Contiamo tantissimo sui nostri motori. Penso che le Vespa
capiscano questo e stiano rispondendo per regalarci sicurezza.
Personalmente passo ore ad ascoltare concentrato il suono del motore, a
valutare tramite la risposta del gas la sua forza, a cercare di
immaginare (confrontandomi anche con gli altri) il perche’ di piccoli
cali di potenza. Variazioni di altitudine, getti del carburatore,
cilindrata: anche se il motore della Vespa e’ semplice ci vuole un
attimo cadere nella complicazione.
Ora, dopo una tappa di quasi 400 km ci siamo accampati a due passi dale
torri di pietra della Monument Valley. Domani mattina, quando ci
sveglieremo e le vedremo la’, capiremo che non e’ un sogno.
|