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Una tappa incredible, con immensi rettilinei desertici e strade di montagna  - Il clamoroso cedimento del motore di Andrea Teste Cromate – Ultimi chilometri in notturna su una strada mozzafiato

8/10/2004 Escalante, Stati Uniti, Utah, ore 23.00 Gmt -8

By Plipla

Svegliarsi al mattino nella Monument Valley e’ un po’ come trovarsi la mattina a fianco di una bellissima ragazza e meravigliarsi, contemplandone la bellezza, che possa esistere qualcosa di cosi’ perfetto. Sono quelle cose e quelle sensazioni che rendono la vita incredibile e degna di essere vissuta.
E’ sicuramente un viaggio che tutti i Raiders ricorderanno per tutta la vita anche per momenti come questo. La tabella di marcia pero’ e’ inesorabile. Alle 08.30 del mattina quindi tutti i Raiders accendono i motori, scaldandoli per preparli alla settima tappa di Raid. Ci attendono per le prime miglia i lunghi rettilinei che abbiamo affrontato anche gli scorsi giorni. Ad essere diverso pero’ e’ il paesaggio circostante. Pensavamo che lasciata la Monument Valley i meravigliosi scenari di pietra ci avrebbero abbandonato. Invece non era che l’inizio.

Ogni scenario che raggiungiamo ci meraviglia lasciandoci a bocca aperta. Purtoppo pero’ la manetta deve rimanere aperta. I quattrocento chilometri esigono una media elevata. In parole povere, scanniamo come devono fare dei veri Maledetti Raiders. Scorriamo veloci altri immensi rettilinei. Anche il pranzo deve essere divorato velocemente come i chilometri. Un caffe’ e torniamo in sella, mettendo le ruote su un altro rettifilo incredibile. Questa volta pero’ la strada termina contro un’enorme parete di roccia. Vicino alla base di questo muro di roccia ecco che vediamo, con grande sopresa, dei tornanti (sterrati) che salgono con grande pendenza. Eravamo in crisi di astinenza da curve. Purtroppo la soddisfazione dura poco, perche’, tanto per cambiare, la strada diventa di nuovo dritta. Per non annoiarsi il Turbo e Luka duellano all’ultimo respiro con la Turbobestia e Randy. Tra le due Vespa c’e’ pochissima differenza di potenza e i due non si risparmiamo. Al bivio vediamo un’immenso camper in panne: il possente motore Cunnings a 6 cilindri deve avere spaccato le fasce di un pistone.

Il pomeriggio ci regala un canyon lungo decine di chilometri con sfumatore di colore e forme incredibili. Quello che maggiormente sono i colori. I contrasti sono incredibili anche perche’ un fiume ha permesso alla vegetazione di svilupparsi e, in pochi metri, si passa dal deserto ad una folta vegetazione di betulle (gia’ con le foglie ingiallite) e arbusti. “Il sole mangia le ore”, dice Luca, incitandoci a velocizzare rifornimenti e velocita’ media. Abbandoniamo il deserto di colpo ed entriamo in una foresta. Sulla salita avviene il fattaccio: senza nessun preavviso, il motore di Andrea Teste Cromate cede di colpo. Per lui e’ il ritiro (almeno per questa tappa).

 Il tramonto ci sorprende ancora in strada, dando inizio al Raid notturno su una strada che corre su un crinale, con due canyon di 400 metri ai fianchi. Si tira per giungere a destinazione e il raggio di una curva sorprende Senzabenza che allarga clamorasamente la traittoria. Il “manico” romano pero’ riprende immediatamente la linea. Arriviamo ad Escalante alle sette e mezza di sera, dopo 430 chilometri. Domani ci aspetta la tappa Escalante – Zyon di 130 chilometri, la piu’ corta di tutto il Raid.

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