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ESCALANTE
– ZION NATIONAL PARK
Visitato il Brice
Canyon, che ci ha anche regalato delle splendide curve – Acceleratore
sempre a fondo per arrivare a destinazione prima del calare del sole –
Due grandi: il Sigi (conduttore del camper) e Luigi, detto Baffo (il
cuoco dei Raiders).
9 ottobre 2004 Zion
National Park, Stati Uniti, ore 23.00 Gmt -8 Pacifico
By Plipla
Ormai le strade americane ci appartengono. Doveva succedere ancora, in
questo Raid, di impadronirsi dell’asfalto Statunitense. Nessuno ha detto
“ragazzi, mi sento molto piu’ a mio agio oggi”. Lo si deduce dal
comportamento del gruppo, dal modo in cui tutti abbiamo incominciato a
portare le Vespa.
Direi che non abbiamo
piu’ alcun timore nei confronti di quest’avventura. Come un motore da
gara, che richiede un po’ di tempo per essere messa a punto, ci sono
voluti un po’ di giorni anche ai maledetti Raiders per “carburare”.
Tutto sta procedendo come da programmi. Anche gli inconvenienti piu’
complessi, come ad esempio la rottura del motore di Andrea di ieri non
pesano sul morale del gruppo. Questo anche grazie al lavoro di persone
che contribuiscono in modo determinante al successo di ogni tappa
portata a termine.
Avete letto nei giorni passati del gigantesco camper di appoggio, la
“mamma” che funge da mezzo di appoggio. A sostenerci non e’ solo la
sicurezza che ci da’ il Funmover condotto dal grande Sigi ma anche
l’ottima cucina di Luigi (Baffo per gli amici).
A parte infatti la sera nel Grand Canyon non siamo rimasti
favorevolmente impressionati dalla cucina americana. Sedersi tutti a una
grande tavola e mangiare spaghetti e carne ci ricarica delle dure
giornate passate in sella.
Abbiamo raggiunto, anche grazie a queste “sicurezze” di base il massimo
dell’affiatamento e, anche se ogni tanto c’e’ qualche momento di
tensione c’e’ sempre qualcuno che con una battuta o una risata fa
rassenerare tutti. Normali difficolta’, fisiologiche per un gruppo di
ventiquattro persone.
La nostra grande passione per la Vespa ci ha fatti conoscere, prima solo
mediante Vespaonline, poi di persona. Ci ha fatto trovare intorno a
questa semplice scooter che ora ci ha spinto fin sulle selvagge strade
del West. La Vespa e’ come la nostra tavola da surf che ci permette di
cavalcare onde giganteshe che in questo caso si chiamano California,
Nevada, Arizona e Utah.
Anche oggi si e’ tirato, con il gas al 100% per decine di chilometri.
Prima per avvicinarci alle incredibili forme del Brice Canyon, poi,
controvento, per giungere fino a Zion. In mezzo, il Red Canyon. Un
fenditura nella roccia larga circa 200 metri il cui terreno rossa
contrastava con il verde degli alberi. Oltre a questo stupendo panorama
naturale c’era anche quello artificiale di una strada incredibile, le
cui curve dal raggio perfetto invitavano a non risparmiare motore e
ciclistica.
Sulle strade incrociamo numerosi gruppi di Harleysti che ci salutano
sempre con grande cordialita’. Siamo onorati del loro riconoscimenti e
ci sentiamo anche orgogliosi di dimostrare che anche con la Vespa, la
“piccola grande moto” e’ possibile girare in lungo e in largo gli Stati
Uniti.
Vorrei che Corradino D’Ascanio fosse con noi, per fargli vedere come
quell’intuizione del 1946 e’ cresciuta fino a diventare uno dei mezzi
piu’ famosi al mondo. E per dirgli di quante emozioni sa ancora regalare
e quante persone sa attrarre a quasi sessant’anni dalla sua invenzione.
Torneremo tutti piu’ forti e piu’ ricchi dall’America, ne sono sicuro.
Domani ci aspetta la nona tappa, da Zion a Las Vegas, di 260 km.
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