Vespaonline porta a termine la più grande impresa Vespistica del 2004





Jonathan, l'Americano
by Luca

Vespista da ventanni, pantaloni rossi e giubottino di Prada unti e bisunti di olio, Vespa Rally 200 modello America che perdeva pezzi per strada ma che lo ha riportato sano e salvo a San Francisco, la sua città.

 
Jonathan Ogilvy, originario del New Hampshire, personaggio poliedrico, discreto ed estremamente gentile e generoso. Una persona di valore che porta sempre a termine con entusiasmo i compiti che si prende in carico.
Della cinquantina di mail che spedii a tutti i VespaClub della costa occidentale degli Stati Uniti un anno prima dell'inizio del Raid solo lui rispose.
Non esagero nel dire che se non fosse stato per il suo diretto interessamento questa grande impresa sarebbe rimasta solamente un sogno.
Io e lui siamo sempre andati molto d'accordo prima, durante e dopo il Raid.
Come ha osservato lui stesso,  abbiamo parecchie affinità , prima fra tutte il DISORDINE!
Insieme siamo riusciti a perdere nel giro di due ore ben tre chiavi (due chiavi di Vespa e le chiavi di casa sua).
A rinforzare il dato di fatto della sua grande generosità nei nostri confronti c'è da aggiungere che dopo il Raid, per il carico del Container, mi ha ospitato ben una settimana a casa sua, nel quartiere ChinaTown di San Francisco.

Ma quante risate ci siamo fatti quando ci dava la sveglia ogni mattina dall'alto del FunMover!
E quando prese in prestito da Peter il libro delle frasi sconce Italiane con pronuncia per gli Americani? Ai rifornimenti ogni tanto si sentiva qualche frase incredibilmente sconcia pronunciata con fortissimo accento americano, sembrava la Heter Parisi agli esordi! Roba da morire dal ridere!



Jonathan alla Monument Valley


Jonathan che studia
 una cartina durante una "sperperona" sosta pranzo, "time's a wasting!"


Jonathan e sua moglie Katherine


Jonathan sul suo Rally200 in Arizona
dove si può guidare senza casco


La quotidiana vestizione
di Jonathan, usava pure
un corpetto da motocross
che io soprannominai
"Victoria Secret" (nota marca americana di reggiseni)

Una volta gli dissi "Your Italian is very funny!" (il tuo Italiano è molto divertente)

Lui rispose, uccidendomi, "Yes, like you English!" (Si, come il tuo Inglese!)

Nel frigo del FunMover poi c'era una cassetta di RootBeer esclusivamente per lui, qualsiasi Italiano difatti trova questa bevanda americana semplicemente orripilante. Ha lo stesso gusto di un detergente per pavimenti e tutti lo guardavamo divertiti quando si tracannava questa schifezza.
Ogni tanto, sentendosi un pò osservato , diceva: "I drink it because I need to wash my stomach, You Italians need to wash yours stomach too! Take a can!" (Io lo bevo perchè ho bisogno di lavarmi le budella, anche voi Italiani dovreste farlo! Prendetevi una lattina!)
La caratteristica di noi Italiani che lo shoccava di più ed al tempo stesso lo affascinava era la nostra innata propensione a gustarci le comodità e la vita.
Non gli pareva vero quando nel mezzo del deserto ci si fermava per farci la pasta e concludere il pranzo con un caffè ovviamente Italiano. Comodità che secondo lui ci facevano perdere sempre un sacco di tempo.
Diceva:
"time's a wasting!"
Ma, come lui stesso ammise, era nato e vissuto nella nazione dei FastFood e dei cibi preconfezionati dove il gusto e lo stile non contano nulla in confronto al tempo che scorre veloce.
Alla fine del Raid disse che questo aspetto di noi Italiani è proprio quello che costruisce la nostra grande fama di Stile e di "Dolce Vita". Negli States siamo molto invidiati.

Per quanto mi riguarda uno degli aspetti più fantastici di questo Raid è stato conoscere Jonathan.
Come sia stato possibile che destini lontani decine di migliaia di chilometri come i nostri si siano incrociati per vivere poi un esperienza così grande, cominciata come conoscenti, terminata come amici fraterni.
Quando ci penso a cosa abbiamo fatto insieme tuttora mi pare una storia impossibile ed allo stesso tempo una storia bellissima.

THANK YOU JO!