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Jonathan, l'Americano
by Luca
Vespista da ventanni, pantaloni rossi e giubottino di Prada
unti e bisunti di olio, Vespa Rally 200 modello America che
perdeva pezzi per strada ma che lo ha riportato sano e salvo a
San Francisco, la sua città. |
Jonathan Ogilvy, originario del New Hampshire, personaggio
poliedrico, discreto ed estremamente gentile e generoso. Una
persona di valore che porta sempre a termine con entusiasmo i
compiti che si prende in carico.
Della cinquantina di mail che spedii a tutti i VespaClub della
costa occidentale degli Stati Uniti un anno prima dell'inizio
del Raid solo lui rispose.
Non esagero nel dire che se non fosse stato per il suo diretto
interessamento questa grande impresa sarebbe rimasta solamente
un sogno.
Io e lui siamo sempre andati molto d'accordo prima, durante e
dopo il Raid.
Come ha osservato lui stesso, abbiamo parecchie affinità
, prima fra tutte il DISORDINE!
Insieme siamo riusciti a perdere nel giro di due ore ben tre
chiavi (due chiavi di Vespa e le chiavi di casa sua).
A rinforzare il dato di fatto della sua grande generosità nei
nostri confronti c'è da aggiungere che dopo il Raid, per il
carico del Container, mi ha ospitato ben una settimana a casa
sua, nel quartiere ChinaTown di San Francisco.
Ma quante risate ci siamo fatti quando
ci dava la sveglia ogni mattina dall'alto del FunMover!
E quando prese in prestito da Peter il libro delle frasi
sconce Italiane con pronuncia per gli Americani? Ai
rifornimenti ogni tanto si sentiva qualche frase
incredibilmente sconcia pronunciata con fortissimo accento
americano, sembrava la Heter Parisi agli esordi! Roba da
morire dal ridere! |

Jonathan alla Monument Valley

Jonathan che studia
una cartina durante una "sperperona" sosta pranzo, "time's a wasting!"

Jonathan e sua moglie Katherine

Jonathan sul suo Rally200 in Arizona
dove si può guidare senza casco

La quotidiana vestizione
di Jonathan, usava pure
un corpetto da motocross
che io soprannominai
"Victoria Secret" (nota marca americana di reggiseni) |
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Una volta gli dissi "Your Italian is very
funny!" (il tuo Italiano è molto divertente)
Lui rispose, uccidendomi, "Yes, like you
English!" (Si, come il tuo Inglese!)
Nel frigo del FunMover poi c'era una cassetta di RootBeer
esclusivamente per lui, qualsiasi Italiano difatti trova
questa bevanda americana semplicemente orripilante. Ha lo
stesso gusto di un detergente per pavimenti e tutti lo
guardavamo divertiti quando si tracannava questa schifezza.
Ogni tanto, sentendosi un pò osservato , diceva: "I drink it
because I need to wash my stomach, You Italians need to wash
yours stomach too! Take a can!" (Io lo bevo perchè ho bisogno
di lavarmi le budella, anche voi Italiani dovreste farlo!
Prendetevi una lattina!)
La caratteristica di noi Italiani che lo shoccava di più ed al
tempo stesso lo affascinava era la nostra innata propensione a
gustarci le comodità e la vita.
Non gli pareva vero quando nel mezzo del deserto ci si fermava
per farci la pasta e concludere il pranzo con un caffè
ovviamente Italiano. Comodità che secondo lui ci facevano
perdere sempre un sacco di tempo.
Diceva: "time's a wasting!"
Ma, come lui stesso ammise, era nato e vissuto nella nazione
dei FastFood e dei cibi preconfezionati dove il gusto e lo
stile non contano nulla in confronto al tempo che scorre
veloce.
Alla fine del Raid disse che questo aspetto di noi Italiani è
proprio quello che costruisce la nostra grande fama di Stile e
di "Dolce Vita". Negli States siamo molto invidiati.
Per quanto mi riguarda uno degli
aspetti più fantastici di questo Raid è stato conoscere
Jonathan.
Come sia stato possibile che destini lontani decine di
migliaia di chilometri come i nostri si siano incrociati per
vivere poi un esperienza così grande, cominciata come
conoscenti, terminata come amici fraterni.
Quando ci penso a cosa abbiamo fatto insieme tuttora mi pare
una storia impossibile ed allo stesso tempo una storia
bellissima.
THANK
YOU
JO!
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